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Anma

L’antico massaggio orientale


“Il massaggio è una delle arti più sottili, e non è solo una questione di esperienza. E' una questione d'amore. Il mondo ha bisogno del massaggio perché l'amore è scomparso”
Osho

Reperti archeologici ritrovati in diverse parti del mondo mostrano persone dedite all’arte del massaggio, a dimostrazione che questa pratica è antichissima, e l’Anma ne è parte a pieno titolo. Questa tecnica è considerata la più antica nella tradizione asiatica e una delle più antiche esistenti nel mondo. L’origine, incerta, è datata tra i 7000 e i 5000 anni fa in Cina. Qui si sviluppò con il nome di Anmo.

L’Anmo fu introdotta in Giappone dei monaci buddhisti intorno al 500 d.c., qui prese il nome di Anma, restando comunque fondamentalmente basata sui principi della Medicina Tradizionale Cinese.

Il massaggio Anma, oltre a rivitalizzare, tonifica e rilassa i muscoli, ripristinando un tono normale delle muscolature contratte, ha effetti diretti sui tessuti cutanei e di riflesso sugli organi e sulle funzioni fisiologiche, stimolandone il funzionamento e aiutando a combattere il dolore. Favorisce inoltre la circolazione del sangue e della linfa.

Ai giorni nostri è conosciuta e utilizzata soprattutto in Giappone, ma anche in molti Paesi Europei, come la Francia, dove è normalmente usata per ripristinare una corretta postura e per un recupero articolare ed energetico di tutto il corpo.

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Il nome Anma (an=premere, ma=strofinare) deriva dalle tecniche stesse impiegate per eseguire questo massaggio. Infatti sono usate: la pressione con i palmi delle mani, l’impastatura, la frizione, la percussione e la vibrazione; vengono anche usati stiramenti e mobilizzazioni, finalizzate al ripristino del benessere della persona.

In Cina raggiunse il suo apice tra il VI e il X secolo, periodo in cui fu istituzionalizzata nella scuola di Medicina dell'Impero e ancora oggi, con il nome di Tuina, è insegnata nelle università cinesi in corsi triennali di specializzazione post-Laurea in medicina.

In Giappone l’Anma divenne, nel tempo, parte integrante della formazione dei medici e terapeuti giapponesi. Lo studio dei meridiani, degli agopunti e del Qi (chiamato anche Ki, energia, prana, soffio vitale, ecc. in funzione del paese d’origine) permetteva loro di fare una diagnosi e di curare con i massaggi, l’agopuntura o le erbe.

Quest’arte si è evoluta in Giappone durante il periodo Edo (1602-1868) ed è stata per lungo tempo eseguita da massaggiatori ciechi. In quel periodo gli antichi samurai ricevevano questo massaggio per ristabilire il libero movimento del proprio corpo, infatti, queste tecniche manipolative ed energetiche aiutano a ristabilire l'equilibrio fisico e mentale.

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